Enac Turismo si scaglia contro le ordinanze nefaste dei governatori di Basilicata, Puglia e Sardegna

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Dai tempi di leopardiana memoria l’animo dell’opinione pubblica è dilaniato dal dibattito sul rapporto che si declina spesso tra i due estremi efficacemente sintetizzati dalle personificazioni di una natura Madre e una natura Matrigna.  Rapporto, scatenato da piccoli confronti che i due attori affrontano ogni giorno nei casi della cronaca odierna come il recente disastro della nefasta calamità della pandemia avvenuta in questo periodo nel mondo. Questo virus invisibile, purtroppo, oltre a recare morte a molti cittadini dell’intero pianeta, ha prodotto una recessione economica non indifferente specialmente per alcune categorie che sono rimaste trasparenti per il governo che le ha ignorate, non le ha prese in considerazione non provvedendo fino ad ora al sostegno od aiuto finanziario.  Parlo del settore delle piccole e medie imprese che si sono rimboccate le maniche e hanno cominciato a cercare di risorgere da sole con sforzi sovrumani.

In particolare, in qualità di delegata nazionale del Dipartimento Turismo dell’ENAC (Ente Nazionale Attività Culturali) mi preme tutelare ed essere al fianco delle piccole imprese riguardanti la ristorazione e le attività alberghiere che in questi mesi di quarantena hanno subito perdite economiche notevoli. Ed ora, da soli, affrontando questa immane disastrosa situazione, cercano di sovvertire la cruda realtà in cui il destino e, anche la mano dell’uomo che, non sempre ha preso le decisioni giuste ed eque, li ha catapultati. Infatti la maggior parte della categoria ha riaperto la propria attività con un lumicino di speranza di poter ottemperare al desco quotidiano e di poter mantenere la propria struttura, fonte di enormi sacrifici, tempo ed energie tolte alla propria famiglia. E come il piccolo colibrì che, nell’omonima favola si tuffa nelle acque del fiume e prende una goccia di quell’acqua e la lascia cadere sopra la foresta invasa dall’incendio e dal fumo, così tutti gli esercenti del settore turistico stanno facendo la loro parte mettendocela tutta e rimettendosi in gioco anche cercando di tutelare i propri dipendenti che, nella maggior parte dei casi considerano ormai propri familiari.

Ognuno nel suo campo anche in piccola parte porta un grandissimo contributo alla causa. Infatti nella vita bisogna operare delle scelte e con il nostro libero arbitrio dobbiamo decidere se essere il Leone, re della foresta,  (come nella descrizione della favola) che però dinnanzi ad un  grandissimo incendio dimostra di non avere molto coraggio scappando più velocemente degli altri animali o se essere un piccolo colibrì pieno di grande animo che insegna agli altri animali che, se tutti facessero la propria parte, l’incendio sarebbe domato molto velocemente. La categoria alberghiera, extra-alberghiera e della ristorazione si accingeva con estrema fatica e difficoltà a ripartire. I telefoni, finalmente, erano ricominciati a suonare con esigue prenotazioni, quando i Governatori della Basilicata, Puglia e Sardegna hanno escogitato delle ordinanze sfavorevoli alla categoria. Ovvero tali norme prescrivono l’obbligo di comunicazione all’autorità sanitaria per ogni ingresso di persone fisiche nelle loro Regioni e altresì sarà l’autorità sanitaria a contattare il turista transitante per proporgli l’effettuazione del tampone.

Anche se tali norme hanno una durata limitata di dieci giorni circa e anche se il tampone viene formulato come proposta e, quindi non obbligatorio, psicologicamente il turista si sente minato nella sua libertà e si sente controllato, e quindi di conseguenza decide di andare in un’altra Regione visto che l’Italia è il Paese più bello del mondo. Sembra quasi che ci sia un desiderio di affossare il turismo e a catena tutti gli operatori che operano nel settore. Ieri la mail e il telefono del Dipartimento ENAC Turismo era rovente e bollente. Tanti gli esercenti e addetti della categoria turistica che hanno chiamato per lanciare un grido di dolore e lamentare già le prime disdette per questo primo fine settimana di giugno, che avrebbe rappresentato una piccola ventata di ossigeno per le loro entrate economiche. Una goccia nell’oceano svanita con delle ordinanze magicamente calate dalle suddette Regioni. FATTI NON FOSTE PER VIVER COME BRUTI MA PER SEGUIR VIRTUTE E CONOSCENZA. Desideriamo augurarci e sperare in una revisione di tali provvedimenti in quanto, così come sono stati legiferati, rappresentano, in questo particolare momento, l’ennesimo colpo inferto ad un settore in crisi che ha sempre rappresentato il motore dell’economia italiana.

Dott.ssa Adriana Domeniconi

Delegata Responsabile Nazionale Dipartimento ENAC Turismo ed Enoturismo

enacturismo@virgilio.it

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